"Il sistema bancario dovrebbe utilizzare le proprie risorse e competenze per affrontare le questioni sociali, focalizzandosi su aspetti quali l’accesso al microcredito, la piccola imprenditoria, l’educazione e la lotta alla disoccupazione". Ne è convinto Hugh Malim, presidente di Barclays capital Italia attiva da anni nello sviluppo sostenibile e nella responsabilità ambientale, che, intervenendo stamani al convegno dell’Università Gregoriana, si è soffermato sui "mercati ecologici". I governi dei Paesi industrializzati ha spiegato "hanno tre strumenti per ridurre le emissioni inquinanti: la legislazione, la tassazione e il meccanismo ‘cap & trade’". Quest’ultimo, introdotto nel 2005 e che prevede la fissazione per ogni azienda di un tetto massimo di emissioni inquinanti e il rilascio di un numero equivalente di crediti, i cosiddetti "certificati verdi", sembra dimostrarsi "la migliore soluzione per ridurre le emissioni di gas nocivi" perché "incentiva le aziende inquinanti a promuovere progetti ecosostenibili, stimola lo sviluppo di meccanismi di libero mercato e permette ai governi di regolare la quantità di emissioni". "La finanza ha concluso – può mettersi al servizio della società per contribuire a limitare i rischi climatici e a promuovere una nuova cultura attenta all’ambiente".