TURISTI RAPITI: VERDOSCIA (COMBONIANI CAIRO), "UN ATTO CONTRO IL GOVERNO"

"Potrebbe essere un atto contro il governo egiziano che ben sa come fatti del genere scoraggino i viaggi nel Paese che fa del turismo una delle principali fonti di reddito". Padre Luciano Verdoscia, missionario comboniano nonché direttore del Dipartimento di islamistica all’Istituto pontificio di studi arabo-islamici del Cairo, commenta così al Sir il rapimento dei turisti avvenuto il 19 settembre ad Assuan. "Quando si vuole colpire il Governo si va a colpire l’economia. Ci sono intelligenze dietro queste bande di predoni che indicano la strada giusta per muoversi e compiere tali atti. Gli obiettivi sono precisi". Per il missionario non è da "sottovalutare il rischio che le trattative vadano avanti a lungo e che possano intervenire altri gruppi, magari terroristi islamici, che potrebbero mettere le mani sul gruppo dei rapiti complicando non poco la vicenda". Azioni simili trovano le cause anche nella situazione interna: "i prezzi in Egitto sono aumentati come in tutto il mondo – spiega il comboniano – ci sono ampi strati della popolazione che non riesce nemmeno a procurarsi i generi di prima necessità, e non dico carne o pesce, ma verdura e riso. Quando un popolo non ha i mezzi per vivere e accedere all’istruzione, resta nell’indigenza e nell’ignoranza e quindi è più manipolabile. L’ignoranza e la povertà sono le basi del fondamentalismo e in Egitto questa situazione è drammatica".