"Instaurare un dialogo tra uomini di scienza, filosofi e teologi" per superare "malintesi e pregiudizi reciproci, che hanno creato fossati". Così il rettore Pontificia Università Gregoriana Gianfranco Ghirlanda ha presentato questa mattina il convegno su "L’importanza della scienza oggi. Fede e ragione sul banco di prova" promosso oggi e domani dalla Fondazione Carl Friedrich von Weizsäcker in collaborazione con l’Ambasciata della Repubblica federale di Germania presso la Santa Sede. "Il progresso scientifico, ogni avanzamento nella conoscenza è un valore", ha detto il rettore, ma "deve avvenire nel rispetto della dignità dell’uomo, che si definisce non in rapporto alle cose, ma a Dio". A tal fine, "la riflessione filosofica può funzionare come mediatrice razionale tra le scienze e la teologia", mantenendo "la persona umana al centro della conoscenza scientifica e della riflessione teologica e filosofica". Come insegnava Giovanni Paolo II nell’enciclica Fides et Ratio, "una fede che non dia ragione di sé non è matura" e "i cristiani devono dare ragione della speranza che è in loro". Come Benedetto XVI ha affermato più volte, però, "la ragione deve liberarsi dalla presunzione di poter dare tutte le risposte alle domande ultime" e "allargare gli orizzonti verso la trascendenza". Così "cresce la coscienza della dignità dell’uomo".