"Il cristianesimo non difende una morale specifica. Si limita a quello stretto necessario che consente alla vita umana di continuare a vivere e di restare umana". A farlo notare è il filosofo francese Rémi Brague, di cui l’Osservatore Romano pubblica un saggio, contenuto nella rivista "Aspenia" – pubblicazione trimestrale di politica internazionale dell’Aspen Institute – il cui ultimo numero verrà presentato domani, a Roma, durante un incontro intitolato "Il secolo delle fedi", al quale parteciperanno il cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone, Massimo D’Alema, deputato e presidente della Fondazione Italianieuropei, e Giulio Tremonti, ministro dell’Economia e delle Finanze."Questo ‘kit di sopravvivenza’ dell’umanità – prosegue Brague riflettendo sul rapporto tra fede e politica – lo troviamo nei dieci comandamenti. Ma anche nei pensatori pagani dell’antichità, in Cina, nelle Indie, a dire il vero un po’ dappertutto". "Non esistono regole morali prettamente cristiane", spiega il filosofo: "Come vivere lo sanno tutti, o possono saperlo. Ma perché vivere, perché scegliere la vita e, tanto per cominciare, perché dare la vita, sono interrogativi più complessi. È a essi che il cristianesimo fornisce una risposta". (segue)