RETINOPERA: MONS. CREPALDI (SANTA SEDE), “PERCHÉ EDUCARE ALL’IMPEGNO SOCIALE”

“L’auspicio espresso dal Papa a Cagliari che nascano nuove generazioni di cristiani impegnati in politica non è rivolto primariamente agli ‘impegnati’, ma a tutto il popolo di Dio”: lo ha detto ieri ad Assisi mons. Giampaolo Crepaldi, segretario del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, intervenendo alla giornata conclusiva del seminario nazionale di “Retinopera” sul tema “Bene comune, povertà emergenti e ricchezze negate”. “La Chiesa chiama sempre i cristiani ad un impegno formativo e il campo socio-politico è una vocazione significativa – ha aggiunto –. Ma quanto è diffusa la consapevolezza sul ruolo formativo e vocazionale della comunità cristiana?”, si è poi chiesto. Dopo aver notato che “lo svuotamento secolaristico riduce la consistenza e il ruolo formativo della comunità cristiana”, mons. Crepaldi ha aggiunto che “se l’impegno dei laici è drammaticamente frastagliato se ne paga un prezzo salato anche sul piano dell’unità ecclesiale”. “Il pluralismo è legittimo – ha poi affermato – ma se si supera la soglia dell’accettabile, ritenendo che Cristo sia utile ma non indispensabile, si arriva a quello che il Papa a Sydney ha definito un pluralismo senza verità. Ma se Dio è glissato la nostra capacità di riconoscere l’ordine naturale e dove sta il bene viene meno”.