MORTE CEREBRALE: PESSINA (CATTOLICA), NON È "STATO VEGETATIVO"

"Il criterio di accertamento della morte con parametri cerebrali (dell’intero cervello) è un paradigma scientifico che allo stato delle conoscenze attuali, se eseguito con scrupolo, ha la medesima plausibilità dei criteri di accertamento della morte con parametri cardio-polmonari ed è assolutamente compatibile con una visione personalistica dell’essere umano". Con questa osservazione il Centro di Ateneo di bioetica dell’Università Cattolica di Milano interviene sull’articolo sulla morte cerebrale pubblicato ieri dall’Osservatore Romano, che "rischia di confondere situazioni tra loro assolutamente differenti, come lo stato vegetativo e la morte cerebrale". Ad esprimere tale posizione, in una nota diffusa oggi, è Adriano Pessina, direttore del Centro citato, che sottolinea come la legge italiana in materia "sia di fatto tra le più rigorose attualmente esistenti". Nell’articolo, Lucetta Scaraffia cita il rapporto di Harvard che 40 anni fa "cambiava la definizione di morte basandosi non più sull’arresto cardiocircolatorio, ma sull’encefalogramma piatto". (segue)