Gli italiani nel mondo sono gli "immigrati di ieri" e gli stranieri in Italia sono "gli immigrati di oggi". Lo ha detto don Michele Morando, direttore dell’Ufficio per la Pastorale degli Italiani nel mondo della Migrantes in occasione della presentazione del Rapporto Italiani nel mondo: "sia gli uni che gli altri spiega – sono stati spinti da condizioni di estremo bisogno e dall’ineguale distribuzione della ricchezza nel mondo. Se si spezza la catena della solidarietà, diventa evanescente anche l’atteggiamento nei confronti dei connazionali". Per questo serve "uno sguardo che ci aiuti ad abbracciare la nostra storia, i 150 anni del nostro esodo all’estero e gli ultimi 30 anni di immigrazione in Italia. Se la nostra deve essere una storia unitaria, questo è un compito ineludibile". I tanti connazionali e discendenti sparsi nel mondo "non sono un rimasuglio del passato bensì un supporto dinamico per affrontare meglio il futuro che attende il nostro paese", ha affermato Franco Pittau, coordinatore del Rapporto: "questo futuro è contrassegnato da molte difficoltà, perché si tratta di competere in un mondo globalizzato con molti più protagonisti rispetto al dopoguerra". Il Rapporto ci ricorda che "possono impegnarsi con noi sia gli italiani all’estero che gli immigrati esteri in Italia, costruendo una rete che di per se stessa è garanzia di riuscita".