EMIGRAZIONE: RAPPORTO "MIGRANTES", IL RISCHIO DELLA INVISIBILITÀ

"Vi è chi teme la condanna all’invisibilità della comunità italiana, avendo essa raggiunto una stima pressoché unanime presso le popolazioni locali ed essendo considerata come un gruppo che non crea problemi. Ma la sfida non è il rischio della invisibilità, ma la creatività pastorale". E’ quanto scrive padre Graziano Tassello, direttore del Centro Studi Emigrazione di Basilea, nel "Rapporto Italiani nel Mondo" della Fondazione Migrantes presentato questa mattina a Roma, parlando dell’emigrazione italiana e il ruolo delle Missioni Cattoliche italiane che "avendo imboccato un cammino di comunione, devono essere icone di comunione in una Chiesa spesso ancorata, per i più svariati motivi, ad un modello monoculturale. Per Tassello è il tempo del "consolidamento della pastorale migratoria. Da una pastorale frammentaria si punta su una azione più organica nei contenuti e nelle modalità, più attenta alla conversione, alla comunione e alla cattolicità". La Chiesa cattolica italiana ha una lunga storia a favore della diaspora italiana. Attualmente nel mondo – secondo i dati forniti dal Rapporto – sono 431 i centri che forniscono una cura pastorale in lingua italiana con 543 sacerdoti, 166 suore e 51 laici. La maggioranza di queste strutture si concentra in Europa.