Tra i circa cento ragazzi presenti a Loreto per l’Agorà del Mediterraneo, c’è anche Anna Grazia Folladore, calabrese: "Mi colpisce molto dice confrontarmi con giovani di tutti questi paesi: molti vivono in situazioni difficili, dove manca la pace. Dalle mie parti non c’è la pace, ma c’è la ‘ndrangheta". Nella riflessione di stamattina sulla relazione tra pace e giustizia si è commossa raccontando di suo cugino diciottenne, ucciso dalla criminalità organizzata. "Quello che mi ha fatto più soffrire dice – è stato non poter trovare la verità". Ma nelle sue parole c’è anche tanta rabbia "contro la gente che potrebbe parlare e non lo fa" e "lo stato che dovrebbe investire di più nella lotta contro il crimine e non lo fa". Per la Folladore la cosa più terribile è "rimanere da soli" e anche la Chiesa deve continuare a sostenere le persone che hanno deciso di "esporsi" e denunciare. "Non c’è pace senza giustizia ripete . In questi giorni, confrontandomi con questi ragazzi ho comunque capito che ora non ho più paura".