"Un buon segnale", perché "riporta la vicenda alla realtà profonda che doveva essere mantenuta, e cioè al fatto che intervenire nella situazione di Eliana, a cui l’alimentazione e l’idratazione vengono assicurate attraverso un sondino naso gastrico, rappresenta un’espressione di quell’assistenza di base che tutto il personale sanitario ha il dovere di garantire al paziente". Così Antonio Spagnolo, ordinario di Bioetica all’Università di Macerata, definisce la risposta negativa della Regione Lombardia alla lettera che il legale di Beppino Englaro, padre di Eluana, le aveva inviato per chiedere l’interruzione dell’idratazione e del’alimentazione forzata. "Il personale sanitario che precedesse, in una delle strutture del Servizio Sanitario alla sospensione dell’idratazione e alimentazione artificiale recita la motivazione principale del pronunciamento della Regione Lombardia verrebbe meno ai propri obblighi professionali e di servizio". "Un chiaro gesto in questa direzione ricorda Spagnolo al SIR è venuto anche dal personale infermieristico, tramite un documento in cui si ribadisce, sulla scorta del Codice deontologico infermieristico, che nessun intervento deve essere fatto per determinare in modo diretto la morte del paziente". (segue)