Il Parlamento Ue è chiamato a votare oggi una risoluzione riguardante il quinto Obiettivo di sviluppo del millennio sul miglioramento della salute materno-infantile. Questo raccomanda l’impegno a ridurre di tre quarti il tasso di mortalità materna molto elevato nei paesi in via di sviluppo – e la volontà di raggiungere, entro il 2015, "l’accesso universale alla salute riproduttiva". Nel testo si ricorda che ogni anno più di mezzo milione di donne muore a causa di complicazioni curabili e prevenibili del parto e della nascita. "Gli indicatori utilizzati per misurare il raggiungimento dei target sono il tasso di mortalità materna, la proporzione di nascite assistite da personale sanitario specializzato e il tasso di diffusione di contraccettivi, nonché il tasso di nascita tra le adolescenti, l’assistenza prenatale e i bisogni non realizzati per la pianificazione familiare". Complessivamente il testo insiste sui "diritti" in riferimento alla salute sessuale e riproduttiva, citando esplicitamente il ricorso all’aborto. Fra gli emendamenti ne compare uno che "deplora il divieto, sostenuto dalle chiese, di usare contraccettivi, dal momento che l’uso del preservativo è fondamentale per la prevenzione di malattie e di gravidanze indesiderate".