TRATTA: SUOR BONETTI (USMI), "UN SERIO PROBLEMA MASCHILE" (2) ” “” “

"Questo fenomeno – ha aggiunto la responsabile Usmi –, più che essere considerato un problema femminile, dovrebbe essere affrontato come un serio problema maschile" . "La maggior parte delle donne vittime della tratta ridotte in stato di schiavitù per l’uso di milioni di clienti italiani, il 90% dei quali «cattolici» – ha sottolineato suor Bonetti – provengono da paesi evangelizzati in precedenza da missionari che hanno portato un annuncio di speranza e libertà, dignità e giustizia, solidarietà ed emancipazione". Per la religiosa, ciò rappresenta "una grossa sfida, specie per le congregazioni missionarie ed internazionali". Oggi sono 250 le religiose, appartenenti a 70 congregazioni, coordinate dall’Usmi nel servizio alle vittime della tratta; lavorano in 110 progetti in Italia, in collaborazione con Caritas, enti pubblici e privati, e offrono ospitalità a madri con bimbi e donne incinte in un centinaio di case famiglia. Molte, ha spiegato Bonetti, le attività svolte: "unità di strada per un primo contatto con le vittime, centri di ascolto, assistenza legale e collaborazione con le ambasciate per ottenere i documenti di identificazione, aiuto spirituale e preparazione professionale, con corsi di lingua e addestramento lavorativo". "Solo unendo i nostri sforzi – ha concluso la religiosa -, ognuno nel suo ruolo, potremo sconfiggere la nuova schiavitù del XXI secolo".