MONS.BETORI: UN "GRAZIE" AL CARD. BAGNASCO E AL CARD. RUINI (3)

"Ho potuto contare sul sopporto di validissime strutture", ha detto Betori citando gli Ufficio e i servizi della segreteria generale della Cei, una struttura che "si è notevolmente ampliata, per rispondere alle necessità pastorali, di servizio alle diocesi e di responsabilità verso il Paese, ma che non ha perso quella struttura familiare che l’han caratterizzata fin da quando l’ho conosciuta", fatta di "notevole competenza e forte dedizione in cui eccellono tutti coloro che vi operano". Oltre al "grazie specialissimo" rivolto ai suoi strettissimi collaboratori e alla menzione degli "organismi che in vario modo sono collegati con la Cei, costituendone quasi una sua estensione", come Caritas o Migrantes, Betori ha ricordato "il mondo della comunicazione sociale", in primo luogo "Sir e Avvenire, che ho potuto seguire dalla fondazione", e poi "le galassie che fanno capo a Sat2000 e Inblu, alla cui nascita ho avuto il privilegio di partecipare". Non è mancato uno "sguardo" verso la sua nuova diocesi: "Una comunità – le prime parole di Betori per Firenze – che sento già il mio popolo, la gente con la quale so di dover vivere come cristiano e con la quale devo spendermi come vescovo. Non nascondo la mia trepidazione, nel misurarmi con una diocesi di grande storia, antica e recente", in cui "le debolezze di alcuni non offuscano l’immagine di fedeltà e servizio al Vangelo, nelle cooperazione al bene comune".