"Amore" e "carità" sono termini spesso "accompagnati da enfasi retorica, da una notazione pietistica", che, dunque, necessitano di essere "riscattati" per la giusta "calibratura del senso cristiano", altrimenti "sono come radicali liberi"; "vanno messi in condizione di non nuocere". Così oggi il teologo Pierangelo Sequeri, della Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale, è intervenuto alla seconda giornata del convegno promosso dall’Associazione teologica italiana per lo studio della morale (Atism) sul tema "Carità e giustizia per il bene comune" (fino all’11), presso l’Oasi dello Spirito, a Montesilvano (Pescara). "Un ritorno alla teologia paolina può restituire sale e lievito al rapporto amore-carità e giustizia-giustificazione dell’esistenza", ha detto Sequeri. Vi sono, così, "tre figure concrete dell’agape ha affermato : la donazione del bene relazionale, il sacrificio volontario del bene possibile, la cura per l’umano anonimo del bene comune". (segue)