Occupazione

Monsignor Galantino in Giordania: incontro con le giovani profughe irachene del progetto “Refedin”, animato da don Cornioli

Porta il nome di Refedin – ossia di Mesopotamia, “la terra tra i due fiumi” – il progetto sostenuto dalla Nunziatura di Amman e volto a dare un’opportunità occupazionale ad una ventina di giovani profughe irachene. Animato da don Mario Cornioli – sacerdote della diocesi di Fiesole, ma in Terra Santa dal 2009 – ha visto il coinvolgimento di alcune sarte di Cerignola, per una prima formazione. “Siamo partiti circa 9 mesi fa – spiega don Cornioli – per andare incontro alla situazione di queste ragazze, che costituiscono la parte più fragile della famiglia: quando sono prive di lavoro, si vedono costrette a rimanere tra le pareti di casa, mentre in questo modo guadagnano con dignità un piccolo stipendio e apprendono una professione che domani potrà essere spesa ovunque”. Al domani ha fatto riferimento anche monsignor Nunzio Galantino: “Questo progetto vi permette di cominciare a pensare al vostro futuro – ha detto il segretario generale della Cei – che non immagino in Giordania, ma nuovamente nella vostra patria: a Mosul, Kirkuk o Bagdad, dove vivevate prima di essere scacciate nel 2014”.