Delegazione Mcl
“La Chiesa giordana è profondamente attenta al dialogo con il mondo islamico, sempre però con una forte identità cristiana. Qui la parola e l’azione di Papa Francesco trovano una concreta realizzazione che fa della Giordania un incubatore di futuro, di dialogo interreligioso. Qui si sperimentano buone pratiche di accoglienza, si realizzano profondi processi di consapevolezza della propria identità”. Così monsignor Fabiano Longoni, direttore dell’Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro della Cei, nel corso della visita in Giordania della delegazione della presidenza del Movimento cristiano lavoratori, guidata dal presidente Carlo Costalli. “Il sostegno ai cristiani e ai musulmani – osserva mons. Longoni – si realizza in una logica di relazione, propria della società giordana. Un Paese, la Giordania, oggi sotto stress per la generosa accoglienza offerta ai rifugiati. Ma il loro è un atteggiamento positivo e propositivo che dà da pensare a noi europei perché sa gettare basi e costruire mentalità, prima ancora dell’accoglienza. È un atteggiamento che non produce proselitismo, ma una mutua comprensione e reciproco sostegno”. Il direttore dell’Ufficio Cei è inoltre rimasto molto colpito dalla partecipazione dei cattolici: “Abbiamo colto forti segnali dell’appartenenza religiosa. Esseri cristiani qui è un grande fattore identitario, anche per la sopravvivenza culturale. La liturgia alla quale abbiamo partecipato a Madaba era molto sentita dal popolo e in particolare da tanti giovani. Tutto questo deve indurre a un ripensamento del modo di essere cristiani in Occidente”.