Misericordia
“Dove c’è un dolore, là c’è la Compagnia”. Papa Francesco ha cominciato da questa frase di padre Arrupe, per spiegare ai suoi confratelli gesuiti che “la misericordia non è una parola astratta ma uno stile di vita, che antepone alla parola i gesti concreti che toccano la carne del prossimo e si istituzionalizzano in opere di misericordia”. “Il modo in cui Ignazio vive e formula la sua esperienza della misericordia – ha detto Francesco citando gli esercizi spirituali ignaziani – è di grande giovamento personale e apostolico e richiede un’acuta ed elevata esperienza di discernimento”, soprattutto per liberare “la forza vivificante della misericordia che noi molte volte diluiamo con formulazioni astratte e condizioni legalistiche”. “Il Signore, che ci guarda con misericordia e ci sceglie, ci invia per far giungere con tutta la sua efficacia la stessa misericordia ai più poveri, ai peccatori, agli scartati e ai crocifissi del mondo attuale che soffrono l’ingiustizia e la violenza”, la consegna del Papa: “Solo se sperimentiamo questa forza risanatrice nel vivo delle nostre stesse piaghe, come persone e come corpo, perderemo la paura di lasciarci commuovere dall’immensità della sofferenza dei nostri fratelli e ci lanceremo a camminare pazientemente con la nostra gente, imparando da essa il modo migliore di aiutarla e servirla”.