Immigrazione

Cittadinanza: i giovani “Italiani senza cittadinanza”, “clima d’odio su 800mila bambini, riforma ancora più necessaria”

“Bisogna avere molto coraggio per vivere ogni giorno in Italia con un permesso di soggiorno sentendosi italiani. Abbiamo chiesto al presidente del Senato Pietro Grasso, a nome di 800mila bambini e alunni delle scuole italiane, di avere lo stesso coraggio, perché da questa legge dipende il futuro della nostra società”: lo ha detto Paula Baudet Vivanco, giornalista di Roma e membro della rete di giovani “Italiani senza cittadinanza”, raccontando al Senato l’incontro con Grasso questa mattina, insieme ai responsabili della Campagna “L’Italia sono anch’io”. Le associazioni chiedono l’approvazione della proposta di legge sulla cittadinanza che introdurrebbe uno “ius soli” temperato per i figli di immigrati nati in Italia. “Oggi abbiamo ancora più bisogno di questa riforma – ha sottolineato Vivanco – perché i tanti discorsi di odio che questi bambini ascoltano ogni giorno sono pericolosi. Un sostegno valido potrebbe essere la legge sulla cittadinanza”. “Vivo quotidianamente le conseguenze di essere emarginato di fatto dalla mia società – ha raccontato Youness Warhou, “italiano senza cittadinanza” di Reggio Emilia -, è come se non ne facessi veramente parte anche se contribuisco a tutti i livelli, istituzionale e associativo. Ho dovuto rinunciare a diverse opportunità e sogni perché questa società non mi ritiene italiano”. Anche Sonny Sampson Olumati, coreografo “senza cittadinanza” che vive da 30 anni in Italia ha lamentato il rinvio dell’approvazione della legge: “In questo modo si stanno rinviando le nostre vite e quelle di 800mila bambini”. La relatrice della legge al Senato Doris Lo Moro è intervenuta alla conferenza stampa spiegando che “la maggioranza è in difficoltà perché ritiene non sia il momento giusto per questa decisione; certo la classe politica non sta facendo una grande figura nei confronti di questi giovani”.