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Media: Pagnoncelli (Ipsos), settimanali cattolici diano “risposte alla grande domanda di senso”

In un panorama mediatico sempre più complesso e frammentato, “per paradosso emerge una grande domanda di senso”, ed il futuro dei settimanali cattolici sta nella capacità di “comprendere e saper rispondere a questa domanda di senso”. Ne è convinto Nando Pagnoncelli, presidente dell’Ipsos, che nell’incontro svoltosi oggi, per iniziativa dell’Ufficio Cei per le comunicazioni sociali, con i direttori dei settimanali cattolici,  ha suggerito, in particolare, ai settimanali diocesani l’impegno di “dare risposte di senso al singolo cittadino e al singolo credente”, partendo dalla constatazione che “quella dei lettori non è una massa indistinta”. “Formare informando”, l’imperativo di sintesi per “favorire un processo di apprendimento, non solo per l’opinione pubblica ma anche per le classi dirigenti”. 19 minuti: è questo il tempo medio di un lettore per sfogliare un intero giornale quotidiano, mediamente composto di 60 pagine. Il rischio, per Pagnoncelli, “è che l’enfasi sia posta su un livello superficiale di informazione, e tutto questo ha un impatto molto pesante: il primato della percezione sulla realtà, dell’emotività sulla razionalità”. In questo modo, “le opinioni diventano volatili, e anche la fiducia dei cittadini verso le istituzioni è sempre meno basata sui riscontri empirici e sul discernimento consapevole”. Di qui la “forte responsabilità dei mezzi di informazione sul modo in cui si informa il cittadino”. Perché prevalga “il principio di realtà”.