Anno Santo

Diocesi: Tivoli, un “giubileo” per anziani, malati e disabili

“Quando sono debole, sono forte” (cfr 2 Cor 12,10). Sarà questo il motto del Giubileo diocesano dei malati, degli anziani e dei disabili che la diocesi di Tivoli celebrerà nell’ambito delle iniziative programmate per l’Anno Santo della misericordia, venerdì 7 ottobre, memoria liturgica della Madonna del Rosario, presso il Santuario di N.S.di Fatima a San Vittorino Romano. La celebrazione, guidata dal vescovo Mauro Parmeggiani – informa la diocesi – avrà inizio alle ore 15 con l’accoglienza e la preghiera del Rosario a cui seguirà la celebrazione della Messa, l’adorazione e la processione eucaristica che sarà conclusa con la fiaccolata “aux flambeaux” come a Lourdes. Il Giubileo dei malati, anziani e persone con disabilità è organizzato dall’Ufficio diocesano per la pastorale sanitaria e da varie associazioni, tra cui la Caritas diocesana, l’Unitalsi di Tivoli, il Centro Italiano di Solidarietà (Cis), l’Associazione Cieli Azzurri, l’Arvas, la Misericordia di Villa Adriana, l’Associazione Medici Cattolici di Tivoli. Fortemente voluto dal vescovo, tale momento giubilare “sarà un modo per dire ancora una volta no alla cultura dello scarto che tende a emarginare le persone anziane e malate poiché non più produttive, con tagli economici inappropriati al mondo della sanità e dell’assistenza domiciliare o alle strutture diurne per tali fratelli in difficoltà”, si legge nel comunicato: “Sarà un modo per richiamare tutti i cristiani a prendersi cura dei loro cari anziani o con disabilità non lasciandoli soli, accudendoli a casa o in apposite strutture ospedaliere che però non siano ghettizzanti ma permettano anche a chi vi è ricoverato di rimanere integrato e per quanto possibile vicino ai propri cari e alla propria comunità”. Nella stessa occasione ci sarà anche spazio per la riflessione per dar vita a dei progetti sul “Dopo di noi” per aiutare le famiglie con figli con disabilità o malattie gravi a prendersi cura di loro anche quando esse non ci saranno più. Mons. Parmeggiani, in questa occasione, ha chiesto nuovamente ai ragazzi e ai giovani di impegnarsi con le loro famiglie, anche durante gli anni di catechismo, a darsi da fare per gli anziani, i malati e i disabili andando a far loro visita. “La catechesi – ha spiegato il vescovo – non deve rimanere un insegnamento di belle dottrine – pure necessario – ma deve divenire un allenamento per mettere in pratica la cultura dell’amore e della carità cristiana verso i fratelli e le sorelle più povere”.