Società globale

Conferenza mondiale fede e sport: Lokoro (rifugiato e atleta a Rio2016), “i rifugiati persone come le altre”.

“Io rappresento 65,5 milioni di rifugiati e sono molto felice perché è la prima volta che i rifugiati hanno potuto partecipare alle Olimpiadi. I rifugiati sono persone come le altre”. Lo ha detto Paulo Lokoro, rifugiato sud-sudanese che ha corso i 1.500 a Rio 2016, intervenuto oggi alla cerimonia di apertura, in Aula Paolo VI, della prima conferenza mondiale su fede e sport, “Sport at the service of humanity” promossa dal Pontificio Consiglio della cultura (Vaticano, 5 – 7 ottobre). “Sono scappato a causa della guerra.  Il mio Paese ha bisogno di pace. – ha proseguito -.  E’ la pace che ci fa stare a casa. Il mondo ha bisogno di pace”. “Un giorno – ha concluso – torneremo nel nostro paese”. Daniele Garozzo, oro nel fioretto a Rio 2016, ha ricevuto un premio dalla Fondazione Agnelli di 150mila euro che ha diviso tra due associazioni umanitarie. “Ho già avuto tanto – ha confessato con semplicità – Questo mi sembrava troppo”. “Per me – ha spiegato Valentina Vezzali – lo sport è stato una grandissima scuola di vita e di valori che ho condiviso con altri. Senza la mia famiglia, senza la fede e senza un gruppo di persone che mi supportassero non avrei raggiunto i traguardi che ho conseguito”