Dialogo

Papa Francesco: Vespri a S. Gregorio al Celio, “essere promotori di un ecumenismo audace e reale”

“È condividendo concretamente le difficoltà e le gioie del ministero che ci riavviciniamo gli uni agli altri”. Lo ha assicurato il Papa, nell’omelia dei Vespri celebrati questa sera a San Gregorio al Celio. “Che Dio vi conceda di essere promotori di un ecumenismo audace e reale, sempre in cammino nella ricerca di aprire nuovi sentieri, di cui beneficeranno in primo luogo i vostri confratelli nelle province e nelle Conferenze episcopali”, l’invito. La “metodologia pastorale” è quella di Gesù: “Andare in cerca della pecora perduta, ricondurre all’ovile quella smarrita, fasciare quella ferita, curare quella malata. Solo così si raduna il popolo disgregato”. Poi il riferimento al bastone pastorale di San Gregorio Magno, come simbolo del “grande significato ecumenico di questo nostro incontro”, di cui una riproduzione, fedele all’originale esposto questa sera in chiesa,  è stata poi donata dal Papa all’arcivescovo di Canterbury: “Papa Gregorio da questo luogo sorgivo di missione scelse e inviò Sant’Agostino di Canterbury e i suoi monaci alle genti anglosassoni, inaugurando una grande pagina di evangelizzazione, che è nostra storia comune e ci lega inscindibilmente. Perciò è giusto che questo pastorale sia un simbolo condiviso del nostro cammino di unità e missione”.