Ecumenismo

Papa Francesco: Vespri a S. Gregorio al Celio, “maggiore unità” per “passare dalla caligine alla luce”

Ci vuole “maggiore unità”, per “passare dalla caligine alla luce”. Nell’omelia pronunciata durante la celebrazione dei Vespri a San Gregorio al Celio, con la partecipazione dell’arcivescovo di Canterbury, Justin Welby, il Papa è partito da una “immagine eloquente” del profeta Ezechiele, che “descrive Dio come Pastore che raduna le sue pecore disperse”, che “si erano separate le une dalle altre nei giorni nuvolosi e di caligine”. Di qui il “duplice messaggio”: in primo luogo, ha spiegato Francesco, “un messaggio di unità. “Dio, in quanto Pastore – ha affermato –  vuole l’unità nel suo popolo e desidera che soprattutto i Pastori si spendano per questo”. In secondo luogo, Ezechiele svela “il motivo delle divisioni del gregge: nei giorni di nuvole e di caligine, abbiamo perso di vista il fratello che ci stava accanto, siamo diventati incapaci di riconoscerci e di rallegrarci dei nostri rispettivi doni e della grazia ricevuta”, il grido d’allarme del Papa. “Questo è accaduto perché si sono addensate, attorno a noi, la caligine dell’incomprensione e del sospetto e, sopra di noi, le nuvole scure dei dissensi e delle controversie, formatesi spesso per ragioni storiche e culturali e non solo per motivi teologici”, la sua analisi. “Ma abbiamo la solida certezza che Dio ama dimorare tra noi, suo gregge e tesoro prezioso”, il messaggio di speranza: “Egli è un Pastore instancabile, che continua ad agire, esortandoci a camminare verso una maggiore unità, che può essere raggiunta soltanto con l’aiuto della sua grazia”. “Possiamo passare dalla caligine alla luce, dalla dispersione all’unità, dalla mancanza alla pienezza”, l’itinerario tracciato: “Questo cammino di comunione è il percorso di tutti i cristiani ed è la vostra particolare missione, in quanto Pastori della Commissione internazionale anglicana-cattolica per l’unità e la missione”.