Medio Oriente
Msf supporta otto ospedali nella città di Aleppo. Gestisce sei strutture sanitarie in tutta la Siria settentrionale e supporta più di 150 centri sanitari e ospedali in tutto il Paese, molti dei quali in zone assediate. Una testimonianza in presa diretta arriva da Abu Khalid, chirurgo ortopedico; attualmente sta lavorando nell’ospedale Al Salamah di Msf, nel distretto di Azaz, vicino al confine turco. Descrive così la situazione nella zona est di Aleppo: “Quando a luglio è cominciato l’assedio, il problema principale era il cibo. Aleppo è una città industriale, ci sono davvero pochi spazi verdi in cui far crescere qualcosa e alla periferia della città non ci sono abbastanza aziende agricole per produrre cibo a sufficienza. Le persone fanno affidamento su alimenti conservabili come riso, fagioli e patate e sul cibo in scatola che però non contiene abbastanza vitamine. L’assedio sta riducendo le persone alla fame”. Ora i bombardamenti “si sono intensificati e stanno uccidendo e ferendo sempre più persone. Ho visto persone con ferite che non posso descrivere e che non avevo mai visto nemmeno nei libri di studio. Un giorno abbiamo ricoverato una ragazza che aveva perso metà del suo corpo, ma era ancora cosciente e in grado di parlare con noi. Soffriva e mi ha chiesto di mettere fine alla sua sofferenza…”.