Ambiente

Argentina: Assemblea dei vescovi, ieri riflessione sulla Laudato Si’

Durante le riunioni di ieri della 112ª assemblea plenaria della Conferenza episcopale argentina, in corso a Pilar fino a domani, la Commissione episcopale per la pastorale sociale ha illustrato diverse situazioni locali che riguardano la cura del creato, analizzate alla luce dell’ enciclica Laudato Si’. Il primo a intervenire è stato il frate Eduardo Agosta Scarel, sacerdote carmelitano, ricercatore del Conicet e dell’Università cattolica cargentina (Uca), che ha descritto ai vescovi le caratteristiche del riscaldamento globale e le sue conseguenze nel territorio argentino. A seguito di quest’intervento, i vescovi hanno ascoltato l’esposizione della dottoressa Lorena Echagüe sulla realtà del bacino “Matanza–Riachuelo”, colpito “da 200 anni da una cultura dello scarto propiziata dall’assenza dello Stato e da una grande vulnerabilità sociale derivata dall’intimo rapporto che esiste tra povertà e fragilità del pianeta, mancanza di acqua potabile e dei diritti elementari”. Il deputato per la Provincia di Buenos Aires e rappresentante dei lavoratori del Ceamse, Jorge Mancini ha illustrato diverse iniziative di sviluppo economico fondate sul riciclaggio dei rifiuti urbani. A conclusione della riunione, gli interventi del vescovo di La Rioja, mons. Marcelo Colombo, e del vescovo di Neuquen, mons. Virginio Bressanelli, su “Chiesa e miniera” e sugli effetti del cosidetto “fracking” che riguarda l’estrazione di idrocarburi nella regione. È stato mons .Bressanelli,a chiusura della sessione di ieri, a proporre di ascoltare l’opinione dei popoli originari “mapuches” e di rispondere le richieste di natura etica, politica e sociale che attengono alla questione, accennando in particolare all’atteggiamento pastorale della Chiesa nella sua diocesi.