Chiusura

Diocesi: mons. Castellucci (Modena-Nonantola), “la misericordia del Giubileo lascia il passo ad attenzione quotidiana a miserie umane”

“Il Signore, che è misericordia, ci mette in guardia dall’ammassare le pietre che costruiscono il tempio della superbia e della violenza e ci invita a riconoscere il capello della carità e della perseveranza. Ci richiama ad usare le nostre forze per colmare le ingiustizie verso coloro che non hanno le forze per ottenere giustizia”. Lo ha affermato ieri l’arcivescovo di Modena-Nonantola, monsignor Erio Castellucci, presiedendo in duomo la celebrazione per la conclusione dell’anno giubilare alla quale hanno partecipato anche mons. Giuseppe Verucchi, emerito di Ravenna-Cervia, e mons. Giuseppe Germano Bernardini, emerito di Smirne. “Le porte della misericordia si chiudono materialmente, ma rimangono aperte in realtà per sempre”, ha osservato mons. Castellucci. “Si chiudono, perché ciò che è straordinario deve lasciare il passo all’ordinario, la misericordia accordata in modo sovrabbondante in questo giubileo deve lasciare il passo allo stile ordinario della misericordia, all’attenzione quotidiana alle miserie umane”, ha ammonito l’arcivescovo, evidenziando che “come la festa deve lasciare il posto alla feria, così l’anno santo si trasferisce da oggi nell’anno ordinario; e come la festa dà la forza di vivere la feria, così l’anno giubilare rafforza l’impegno nell’anno ordinario”. “La perseveranza, con la quale salveremo la nostra vita, come dice Gesù, non ha il sapore grandioso dello straordinario ma ha il sapore quotidiano dell’ordinario”, ha concluso.