Chiusura

Diocesi: mons. Gallese (Alessandria), “dimostrare con la vita che il Giubileo non è stato un episodio che si è chiuso”

“Dobbiamo dimostrare con la vita che questo giubileo non è stato un episodio che si è chiuso ed è morto con la sua conclusione. Ma è stato un incontro con il Signore che, in qualche misura, ha cambiato la nostra vita, il nostro modo di stare al mondo concretamente, il nostro modo di amare, di essere vicino”. Lo ha affermato ieri il vescovo di Alessandria, monsignor Guido Gallese, nella celebrazione eucaristica a conclusione dell’anno giubilare. Per il vescovo, “vivere il giubileo della misericordia non è stata una cosa fine a se stessa”. “Non lo abbiamo fatto per le celebrazioni – ha aggiunto – ma perché attraverso le celebrazioni potessimo toccare la misericordia di Dio e ottenere la grazia per essere a nostra volta misericordia per i fratelli che incontriamo”. “A questo dobbiamo adesso essere fedeli”, ha ammonito mons. Gallese, per il quale “il frutto della misericordia è avvicinarsi a chi ha bisogno e diventare una cosa sola”. Il vescovo ha invitato ad “avvicinarsi al nostro prossimo, prima di tutto dentro le nostre comunità”. “Il nostro essere ‘Chiesa in uscita’ passa dall’essere una cosa sola tra di noi, cioè dall’uscita che io faccio da me verso il fratello che ho più vicino”. Lungo questo anno, ha proseguito il vescovo, “ho sentito una Chiesa viva, ho sentito persone che hanno a cuore di seguire Gesù”. “Stringetevi a Cristo – l’invito di mons. Gallese – vogliatevi bene perché Gesù vuole fare di voi uno strumento speciale per prolungare la sua misericordia nella storia”.