Solidarietà

Papa Francesco: a Caritas Internationalis, “agire contro esclusione sociale”. Poveri “protagonisti del loro sviluppo”

Papa Francesco riceve in udienza i partecipanti alla Conferenza Internazionale delle Associazioni di Imprenditori Cattolici, UNIAPAC (Vaticano, 17 novembre 2016)

“Siamo chiamati ad agire contro l’esclusione sociale dei più deboli e operare per la loro integrazione”. Lo ricorda Papa Francesco nel discorso ai membri del Consiglio di rappresentanza di Caritas Internationalis, ricevuti questa mattina in udienza nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico e accompagnati dal loro presidente, il cardinale Luis Antonio Tagle. Nell’intervento preparato per l’occasione e consegnato, il Santo Padre sottolinea che la Chiesa “esiste per evangelizzare”, ma l’evangelizzazione richiede di adattarsi alle diverse situazioni, tenendo conto della vita familiare, sociale e internazionale “con speciale attenzione alla pace, alla giustizia, allo sviluppo”. Richiamando “l’opzione preferenziale della Chiesa per i poveri”, Francesco avverte: “Siamo chiamati ad agire contro l’esclusione sociale dei più deboli e operare per la loro integrazione”. Le nostre società, “spesso dominate dalla cultura dello ‘scarto’, hanno bisogno di superare l’indifferenza e il ripiegamento su sé stesse per apprendere l’arte della solidarietà”. Di qui l’importanza e il ruolo delle varie Caritas nazionali: non “agenzie sociali – precisa Francesco – ma organismi ecclesiali che condividono la missione della Chiesa” e assistono il Papa e i Vescovi nel loro ministero della carità. Oggi, secondo il Pontefice, occorre mettere in campo una “nuova fantasia della carità”, non solo nell’efficacia degli aiuti prestati, ma soprattutto “nella capacità di farsi prossimo” per “far risplendere la carità e la giustizia nel mondo alla luce del Vangelo e dell’insegnamento della Chiesa, coinvolgendo i poveri stessi perché divengano i veri protagonisti del loro stesso sviluppo”.