Giornata infanzia
Nella Giornata dedicata alla tutela e alla salvaguardia del benessere del bambino, l’Associazione 21 luglio denuncia la condizione di povertà assoluta e marginalità sociale dei circa 20mila minori rom che in Italia vivono in emergenza abitativa all’interno di baraccopoli formali e informali. Per questo il 21 novembre presso la Sala della Protomoteca del Campidoglio a partire dalle 17.30, l’Associazione 21 luglio organizzerà il convegno “Figli delle baraccopoli. Restituire il sogno perduto” e presenterà il nuovo report “Uscire per sognare. L’infanzia rom in emergenza abitativa nella città di Roma”. Per questi “figli delle baraccopoli”, l’aspettativa di vita media è di circa 10 anni in meno rispetto al resto della popolazione. Dalla nascita sono esposti al rischio di malnutrizione e malattie infettive quali scabbia e tubercolosi, oltre che di infezioni virali, micotiche e veneree. Tra gli adolescenti si registra un’elevata diffusione delle cosiddette “patologie da ghetto”, come ansia e depressione, e un consumo considerevole di alcool e stupefacenti. L’accesso all’istruzione, a partire dalla scuola dell’infanzia, è limitato e incostante: in Italia in un caso su 5 i minori che oggi vivono in un insediamento non inizieranno mai il percorso scolastico; solo nell’1% dei casi avranno la possibilità di frequentare le scuole superiori e le probabilità di accedere ad un percorso universitario sono ridotte a zero. “Lo scarso accesso all’istruzione – informa l’Associazione – è inoltre aggravato dai frequenti sgomberi forzati che interrompono, spesso irrimediabilmente, il percorso scolastico dei minori rom, rendendo le loro condizioni di vita ancora più precarie”. Nel solo 2015 Associazione 21 luglio ha registrato 80 sgomberi forzati nella città di Roma, che hanno coinvolto 1.470 persone di cui 810 minori. Associazione 21 luglio ribadisce come “il primo passo necessario per restituire i diritti fino ad oggi negati a questi 20mila minori, sia quello di individuare percorsi inclusivi di uscita e di superamento delle baraccopoli”.