Governo e Farc
Dopo giorni di tensione, dovuti all’uccisione nel fine settimana di quattro leader sociali dei campesinos nei dipartimenti di Meta, Caquetá e Nariño, che hanno seriamente messo in dubbio il cessate il fuoco bilaterale, Governo colombiano e gruppo guerrigliero delle Farc rompono gli indugi e decidono di passare alla firma ufficiale dell’accordo di pace, dopo la nuova intesa raggiunta nei giorni scorsi. La cerimonia avverrà domani, giovedì 24 novembre, a Bogotá, nel teatro Colón. Nell’annunciare la firma del nuovo accordo, il presidente Juan Manuel Santos ha affermato che rispetto al testo bocciato dai colombiani lo scorso 2 ottobre sono state fatte significative modifiche, accogliendo molte richieste di vari settori della politica e della società. Secondo il presidente questi cambiamenti sono stati accolti positivamente da numerose realtà del Paese, compresa la Chiesa cattolica. Santos ha affermato che l’accordo non sarà confermato da un plebiscito, ma questa volta si procederà con un voto del Parlamento. “Una nuova campagna – ha affermato Santos – polarizzerebbe in modo pericoloso il Paese”. Resta infatti la contrarietà (pur non ancora espressa in modo ufficiale) di gran parte del fronte del No, vittorioso al plebiscito, capeggiato dall’ex presidente Uribe. Proprio da questo versante arrivano ora le richieste per indire invece un nuovo referendum, dopo che nei giorni scorsi l’ex presidente aveva invece chiesto tempo per fare ulteriori proposte di modifica. Ma Santos ha rotto gli indugi spiegando: “La mia principale preoccupazione è per il rischio, che cresce di giorno in giorno, di tornare indietro rispetto a quanto raggiunto per la fragilità del cessate il fuoco”. I fatti di questi giorni “mostrano che la probabilità di nuovi incidenti continua ad aumentare ”.