Diritto all'acqua

Sviluppo sostenibile: mons. Auza (Santa Sede), se acqua non è diritto ma merce può causare guerre

Mantenimento della pace e della sicurezza internazionale. E’ questo il tema, scelto dal Senegal, su cui si è soffermato ieri a New York monsignor Bernardito Auza, osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite. Tre in particolare i focus al centro della riflessione: acqua, pace e sicurezza. L’accesso all’acqua potabile – ha detto il presule, secondo quanto riferisce Radio Vaticana  – è un diritto umano fondamentale, una condizione per l’esercizio di altri diritti. Mons. Auza ha ricordato un paradosso: l’acqua complessivamente ricopre due terzi della superficie terrestre, “ma la disponibilità di acqua dolce sta diminuendo”. Con l’espansione dei deserti, la deforestazione e l’incremento della siccità “tutti dovrebbero essere preoccupati per una potenziale calamità mondiale causata da un diminuito approvvigionamento d’acqua”. In alcuni luoghi, a causa della posizione geografica, questa vitale risorsa è sempre stata scarsa. Ma in altre regioni, “la disponibilità d’acqua è scarsa a causa di una cattiva gestione” che determina sprechi e un’iniqua distribuzione. Il degrado ambientale – ha aggiunto – “rende l’acqua tossica e i cambiamenti climatici alterano il ciclo idrologico”. La produzione agricola e quella industriale limitano e condizionano inoltre le falde acquifere. E “in molti luoghi la domanda di acqua supera l’offerta sostenibile”.

Questo scenario – ha osservato mons. Auza – ha implicazioni “per la pace e per la sicurezza nazionale, regionale e internazionale”. La scarsità d’acqua potabile colpisce soprattutto l’Africa, dove ampi settori della popolazione non hanno accesso a questa risorsa. La migrazione di intere popolazioni da regioni contrassegnate da una ridotta disponibilità d’acqua – ha sottolineato poi il presule – è vista come “una minaccia” nei Paesi dove non si riscontra questa grave lacuna. Diversi esperti prevedono che a provocare la terza guerra mondiale sarà l’acqua. Papa Francesco – ha ricordato il presule – in occasione della visita, il 20 novembre del 2014, alla sede della Fao a Roma – aveva affermato che “l’acqua non è gratis, come tante volte pensiamo”. “Sarà il grave problema – aveva aggiunto il Pontefice – che può portarci ad una guerra”. Un problema particolarmente grave riguarda “la qualità d’acqua disponibile per i poveri”. Ogni giorno – ha osservato mons. Auza – malattie legate all’acqua, come la dissenteria e il colera, sono tra le principali cause di morte, soprattutto tra neonati e bambini. Inoltre, la crescente tendenza a privatizzare l’acqua e a trasformarla in merce “può seriamente compromettere l’accesso dei poveri all’acqua potabile”. Ed è prevedibile – come sottolinea Papa Francesco nella Laudato si’ – che il “controllo dell’acqua, da parte di grandi imprese mondiali, si trasformi in una delle principali fonti di conflitto di questo secolo”.