Settimanali cattolici
“Era davvero un momento straordinario per la vita della Chiesa. Da poco terminato il Vaticano II, ci si interrogava, all’interno dei settimanali diocesani, su come tradurre i messaggi conciliari nella vita delle comunità diocesane”. Don Lorenzo Dell’Andrea, della diocesi di Belluno-Feltre, nel 1966, anno di nascita della Fisc, era direttore dell’“Amico del popolo”, alla cui guida rimase dal 1962 al ‘92. “Nei nostri giornali ci confrontavamo con il decreto ‘Inter Mirifica’, dedicato agli strumenti della comunicazione sociale. C’erano grande entusiasmo e vivacità, ci domandavamo come tradurre nel nostro lavoro il dialogo Chiesa-mondo”. Don Dell’Andrea ricorda figure “fondamentali” per la creazione della Federazione: “Il primo presidente, mons. Aldo Gobbi, e tanti altri direttori che avvertivano l’esigenza di mettersi in rete. Citerei il battagliero don Giuseppe Cacciami, poi don Peradotto, don Fappami, don Contran. Alle testate del nord si aggiunsero poi quelle del sud, arricchendo la stessa Fisc”. Don Dell’Andrea puntualizza quindi un altro “ruolo importante storicamente svolto dalla Fisc, nel senso che noi avevamo tante esigenze concrete, sul piano amministrativo, professionale, tipografico, e la Fisc era un luogo di confronto anche su questo piano. Mentre allora – sottolinea – non avevamo ancora problemi per la diffusione postale!”.
Il sacerdote-giornalista si sofferma su altri due aspetti affrontati dalla Fisc nel corso del tempo: “le provvidenze per l’editoria, dalle quali all’inizio i nostri giornali erano esclusi, e il riconoscimento del praticantato ai nostri giornalisti” da parte dell’Ordine professionale. Infine un augurio: “La Fisc rimanga battagliera, così come devono essere i nostri giornali diocesani. Non bisogna aver paura e occorre rinnovare il modo di comunicare con linguaggi e nuove tecnologie, valorizzando anche il digitale”.