Assemblea Usg
“Dobbiamo rispondere alla generazione post-moderna ‘mettendoci in comunicazione’, affermando e sottolineando ciò che è buono e positivo e purificando e trasformando ciò che è negativo e distruttivo”. Lo ha detto padre Antonio M. Pernia, già superiore generale dei Missionari del Verbo Divino (Verbiti), intervenendo oggi alla 88ª assemblea semestrale dell’Unione superiori generali con una relazione su “La vita religiosi e i giovani”. Dopo aver analizzato le caratteristiche della generazione dei millenials, p. Pernia ha ribadito la necessità di una “spiritualità dell’incontro” e di “incorporare nel programma di formazione periodi di esposizione, in particolare con altre persone, e cioè con persone che sono diverse da noi: i poveri, i malati, le vittime della tratta, i bambini della strada, i non cristiani, i non cattolici, i non credenti”. Inoltre, sarebbe opportuno “permettere ai nostri giovani formandi di scoprire nuove forme per vivere concretamente la via religiosa” e, “dentro certi parametri, di trovare forme nuove di vivere il carisma della Congregazione, come pure nuovi modi di portare avanti la missione”. Per il verbita, “la vita religiosa nel mondo post-moderno dovrebbe mettere l’accento sulla chiamata alla mistica e alla profezia”. Fondamentale è partire dalla periferia e adottare una “prospettiva dei margini”: “La solidarietà con i poveri – ha concluso – ci rivela l’‘altro volto’ di Dio – non il volto conosciuto di Dio visto dal ‘di sopra’ della storia, cioè dal punto di vista dei vincitori e dei potenti, ma il volto di Dio sconosciuto visto dal ‘di sotto’ della storia, cioè dal punto di vista delle vittime e degli emarginati”.