Profughi
“È un episodio infausto che esplode proprio nel momento in cui la vicenda dell’ex Moi, che si trascina da quattro anni, sta andando a soluzione”. È quanto afferma Alberto Riccadonna, direttore del nuovo settimanale della Chiesa torinese “La Voce e il Tempo”, commentando gli episodi di violenza registrati nelle ultime ore all’ex Moi di Torino, nell’ex villaggio olimpico di via Giordano Bruno dove vivono 1.500 profughi. “Siamo in attesa di sapere esattamente i termini della vicenda”, spiega Riccadonna, secondo cui ciò che è accaduto “è il primo episodio di questo genere”. “Torino – sottolinea il direttore – si è sempre caratterizzata per essere una città capace di assorbire e accogliere, pur esistendo disagi e problematiche”. Rispetto alla situazione dell’ex Moi, “da alcune settimane, per iniziativa del sindaco Appendino, del prefetto di Torino e per interessamento delle Fondazioni bancarie sta entrando nella fase operativa l’operazione di sgombero e ricollocazione dei 1.500 profughi che avverrà progressivamente, mano a mano che si trovano soluzioni dignitose per le persone”, prosegue Riccadonna, sottolineando che i fatti delle ultime ore “alzano inutilmente la tensione rispetto ad una vicenda di cui la città operativamente si sta facendo carico”. “Il problema dell’accoglienza, a Torino come in altre città, è grosso e si fa sentire”, aggiunge Riccadonna, precisando che “per la prima accoglienza coordinata dalla Prefettura ci sono 5.800 profughi” e “per la seconda accoglienza, il volontariato e la Chiesa torinese sono da sempre impegnati”. “Il disagio si fa sentire – riconosce il direttore – come testimonia la situazione dell’ex Moi. Ma la situazione viene affrontata”.