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Benedetto XV: mons. Zuppi (Bologna), “la Chiesa e i cristiani di fronte alla guerra non possono essere neutrali”

La lezione di Benedetto XV ci dice “che la Chiesa e i cristiani di fronte alla guerra non possono essere neutrali. Perché il male è sempre da combattere e coraggiosamente da denunciare. Ad esso sempre bisogna opporsi”. Lo ha affermato stasera monsignor Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna, intervenendo al Colloquio internazionale “Papa Giacomo della Chiesa nel mondo dell’inutile strage”, organizzato dall’arcidiocesi di Bologna e dalla Fondazione per le scienze religiose Giovanni XXIII.  “Come un altro grande arcivescovo di Bologna, genovese d’origine Giacomo Lercaro – ha aggiunto monsignor Zuppi – Papa Giacomo Della Chiesa, con la nota del 1 agosto 1917 e ancora prima con la giornata di preghiera contro la guerra del 1915, fu il pioniere di questo coraggioso impegno contro la più disumana delle azioni violente”. Per questo Benedetto XV, come i suoi successori e oggi Papa Francesco, ci indica il sentiero “consapevoli delle nostre radici. Della Chiesa ci chiede di guardare come di fronte alle tante guerre mondiali a pezzi non possiamo essere spettatori angosciati o con paura indifferenti. Occorre, al contrario, essere determinati e attori liberi e coraggiosi. Prendendo con intelligenza e capacità la parte della pace, della fratellanza e dell’amicizia per l’uomo”. Il filo rosso della pace è obiettivo primo della diplomazia vaticana nella storia. Con Benedetto XV si parla di “disarmo, arbitrato, la necessità di dare gambe all’idea di una pace universale”. Perché come disse Papa Della Chiesa: “Benedetto colui che alzerà il ramo di ulivo” rompendo la logica della guerra e della violenza come risoluzione dei conflitti.