Conflitti

Ambiente: Forum Greenaccord, la protesta pacifica degli Apache contro un oleodotto che dovrebbe attraversare il fiume Dakota

È cruciale il ruolo dei Climate Savers: vere e proprie sentinelle del clima che, in molti luoghi del pianeta, sono rappresentate dalle popolazioni indigene, spesso escluse dai processi decisionali e costrette all’isolamento dai grandi poteri economici. Storie di ordinaria ingiustizia alle quali il Forum Greenaccord, in corso a Frosinone, ha voluto dedicare oggi una sessione dei suoi lavori. È il caso, ad esempio, del popolo indigeno americano dei Navajo, raccontato nella testimonianza di Wahleah Johns, coordinatrice del Solar Project della Black Mesa Water Coalition. I Navajo appartengono all’insieme delle nazioni Apache stanziate dal 1500 in un vasto territorio che si estende dall’Arizona al Texas occidentale e dal Colorado al nord del Messico: “In America, esistono 500 tribù aggrappate alla propria terra. Quella dei Navajo è composta da 110 comunità che vivono in zone estremamente rurali, nelle quali il 40% della popolazione non ha accesso all’acqua corrente e 20mila abitazioni non sono collegate alla rete elettrica”. Contro un oleodotto che dovrebbe attraversare il fiume Dakota gli Apache hanno attivato una grande protesta pacifica con oltre mille persone accampate da diversi mesi. “Le popolazioni indigene abitano terre che ospitano l’80% della biodiversità del mondo, ma quelle terre ospitano anche l’80% delle risorse fossili”, ha spiegato Johns, che sottolinea l’esigenza di avere “politiche volte ad un miglioramento climatico capaci di coinvolgere le popolazioni indigene nei processi decisionali”.