Imparare a raccontarsi

Comunicare la carità: seminario Cei; Pagnoncelli (Ipsos), “si fa in fretta a semplificare o a far passare messaggi distorti”

“Nella comunicazione si fa in fretta a semplificare o a far passare messaggi distorti”. Ne è convinto Nando Pagnoncelli, presidente dell’Ipsos, intervenuto oggi al seminario “Comunicare la carità. Strumenti per imparare a raccontarsi”, promosso dalla Consulta ecclesiale degli organismi socio-assistenziali, insieme con l’Ufficio Cei per le comunicazioni sociali. Soffermandosi sullo “scollamento tra la percezione e la realtà”, fenomeno tipicamente italiano, Pagnoncelli ha illustrato la “forte responsabilità dei comunicatori”, e in particolare dei comunicatori cattolici, nel “far crescere nei cittadini il discernimento, la comprensione dei fenomeni, sottraendosi alla tentazione di semplificare i concetti”. Un esempio per tutti: “Solo il 10% dei cittadini italiani sa in cosa consista la riforma oggetto del referendum costituzionale”. “Presto dovremo invocare gli stranieri, e li dovremo formare “, ha detto il presidente dell’Ipsos a proposito di uno dei più grandi problemi del nostro Paese: il calo demografico, di cui però “i nostri politici non parlano”, perché “parlare di temi demografici vuol dire mettere mano a riforme di lungo periodo, di cui probabilmente non vedremo i frutti”. “Ripiegamento su se stessi”, “prevalere delle emozioni sulla razionalità”: secondo il presidente dell’ Ipsos, sono alcuni tratti caratteristici dell’identità italiana. Per gli italiani, ha concluso Pagnoncelli, “contano in primo luogo gli affetti, e da ultimo – solo da ultimo – i valori legati agli altri, al rispetto delle regole, alla solidarietà. Nel nostro Paese la legge è più vissuta come pietra d’inciampo che come presidio di democrazia. Nessuno, a parte la famiglia, è più considerato un vettore di senso civico”.