Ricordo
“Giusta è l’aggettivo che possiamo applicare alla persona e alla vita Tina Anselmi”. Queste le parole del vescovo di Treviso, monsignor Gianfranco Agostino Gardin, pronunciate durante la messa esequiale di Tina Anselmi, partigiana, sindacalista, a lungo parlamentare della Dc e primo ministro donna della Repubblica nel 1976. La celebrazione si è svolta nel duomo di Castelfranco Veneto, dove Tina Anselmi è morta nelle prime ore dello scorso 1° novembre. Al rito hanno partecipato tra gli altri il presidente del Senato Pietro Grasso, la presidente della Camera Laura Boldrini, i ministri Giuliano Poletti e Roberta Pinotti, la presidente della Commissione antimafia Rosy Bindi. “La fede – ha detto monsignor Gardin – ha certamente sostenuto il cammino di Tina Anselmi. E la fede ispirava e sosteneva la sua attività politica, svolta come servizio al bene di tutti, come generoso spendersi per gli altri, come una incessante ricerca di tutto ciò che poteva rendere migliore la società, come – per usare le celebri parole di Paolo VI – la più alta forma di carità”.
“La sua passione verso la giustizia – ha proseguito il vescovo di Treviso – si tradusse dapprima nell’impegno sindacale e divenne poi passione per la politica come arte nobile e tesa ai valori del bene comune, come attenzione viva al valore supremo della persona e dei suoi valori, della sua dignità, dei suoi diritti ed anche dei suoi doveri; come impegno deciso per la costruzione di una società più equa e solidale”. Mai “si chiudeva in visioni pessimistiche; prevaleva in lei la ‘ribellione della speranza’. Anche perché era convinta che il molto da fare attendeva ancora: sul ruolo delle donne, sulle opportunità per i giovani, sulla libertà e sulla giustizia quali obbligate condizioni di pace”. Ha concluso monsignor Gardin: “Esprimiamo la nostra grande tristezza di perdere questa grande donna, che è stata giustamente definita ‘madre della Patria’”.