Formazione
“Bisogna prestare un’attenzione particolare al prima, all’importanza dell’annuncio della vocazione come chiamata della Chiesa e non come autorealizzazione. È essenziale è un pre-discernimento”. Ne è convinto monsignor Domenico Dal Molin, direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale delle vocazioni, che questa mattina ha tenuto una lezione alla Pontificia Università Gregoriana sul tema “La pastorale vocazionale nella Chiesa italiana e la formazione dei presbiteri”. Durante gli anni di Seminario o di Noviziato, ha aggiunto, “è fondamentale che la formazione spirituale sia sostenuta dall’integrazione e dal supporto delle scienze umane, per una reale ricerca della verità di sé”. Dopo si deve percorrere “la via della formazione permanente: in essa serve, però, un vero salto di qualità, perché una significativa formazione permanente diviene preziosa alleata della pastorale vocazionale e crea con essa un ‘circolo virtuoso’”.
“L’anno giubilare della Misericordia si avvia alla sua conclusione celebrativa, ma non deve essere una conclusione spirituale”, ha precisato il direttore. “Occorre privilegiare la via dell’ascolto e saper ‘perdere più tempo’ ad ascoltare i problemi dei giovani. Siamo chiamati ad essere una Chiesa di ‘martiri e di santi nel quotidiano’, di ‘martiri della gioia e della fatica’”, ha concluso mons. Dal Molin richiamando il valore della testimonianza.