Arte e fede
“Raffaello, un artista del Rinascimento”. È il tema dell’incontro promosso venerdì 11, alle 16.30, dall’Archivio Storico della diocesi di Modena-Nonantola, che ogni anno organizza eventi di approfondimento e di divulgazione scientifica, aperti alla cittadinanza e legati alla storia e alla cultura non solo locale. Relatore: Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani, ex Ministro dei beni culturali, Soprintendente in varie città italiane e, soprattutto, storico dell’arte, che ha accettato l’invito del vescovo Erio Castellucci e di monsignor Mario Ceccobelli, vescovo di Gubbio, ad aprire il secondo anno del gemellaggio culturale tra le due diocesi, avviato ad aprile. Saranno presenti anche i due vescovi. Modera Matteo Al Kalak, direttore dell’Archivio diocesano. La scelta del tema della “lectio magistralis” – informa la diocesi di Modena-Nonantola – è legata ad una delle sfaccettature della Riforma protestante, di cui si celebra il 500° anniversario: al professor Paolucci è stato quindi chiesto di illustrare l’arte del Rinascimento che caratterizzò gli anni in questione. Lo sguardo si è indirizzato ai magnifici affreschi di Raffaello che decorano le stanze vaticane e che anche i seguaci di Lutero videro di persona nei terribili anni del sacco di Roma (1527). ” Raffaello – come scrisse Giorgio Vasari – rappresenta l’intera perfezione”. “La sua arte – afferma Paolucci nell’intervista rilasciata al settimanale Nostro Tempo – è equilibrio perfetto di forma e di colore, è armonia, è ordine, è felicità. Nessuno come lui ha saputo dare immagine insieme al mondo di Dio e a quello degli uomini. E poi la sua pittura trasmette una sensazione di pace, di armonia. Per Raffaello l’Incarnazione si riflette come in uno specchio nello splendore del mondo visibile”.