Politica
(dagli Stati Uniti) Per John Allen, direttore di Crux, quotidiano cattolico con base a Boston, il nuovo presidente americano, Donald Trump, e il suo vice, Mike Pence, “possono lavorare bene con il papato e il Vaticano” almeno su tre fronti: il contrasto alle persecuzioni dei cristiani nel mondo (specialmente in Medio Oriente), la teoria gender e la libertà religiosa. “Il Papa – ha scritto oggi Allen in un editoriale – ha più volte sottolineato come ci siano più martiri cristiani ora che in ogni altra epoca, e Trump ha più volte chiamato inaccettabili gli orrori dell’Isis contro quella che ha definito la ‘Nazione della croce’”. Un altro tema di convergenza per Allen è quello del genere. “Il Papa ha detto che poteri forti globali, presumibilmente Stati occidentali e organizzazioni non governative, fanno pressione per presentare il genere come flessibile”, dice il giornalista. “Trump oltre ad avere una prospettiva tradizionale sulla questione, soprattutto non è un fan degli aiuti esteri a Ong e affini”. Un terzo tassello sul quale il pontefice e la nuova Casa Bianca dovrebbero essere sulla stessa lunghezza d’onda è la libertà religiosa. “Trump ha difeso le ‘Little Sisters of the Poor’, le piccole suore dei poveri di Baltimora, che si sono opposte alla legge sanitaria firmata dal presidente Barack Obama perché alcuni aspetti confliggevano con i loro principi etici” (si erano trovate a dover inserire legge nel piano assicurativo dei dipendenti anche contraccezione e farmaci abortivi). Per Allen, invece, su altri aspetti come l’immigrazione, i cambiamenti climatici, il multilateralismo in politica estera e molte altri, Papa Francesco e Trump non potrebbero divergere in modo più netto.