Integrazione

Incontro sindaci su rifugiati: Ioculano, “istituzionalizzare una rete di sindaci” ed “attivare corridoi umanitari europei”

“Istituzionalizzare una rete dei sindaci, per far capire alla gente che l’immigrazione non è un male” ed attivare “corridoi umanitari europei per far sentire senza coscienza chi non rispetta gli impegni presi”. Questa la doppia proposta, salutata dagli applausi, del sindaco di Ventimiglia, Enrico Ioculano, che all’incontro dei sindaci in corso in Vaticano sui rifugiati ha ricordato che “due anni fa, sulla frontiera di Ventimiglia, 39 persone sono state respinte e abbandonate sul confine italiano. Lì è entrata in crisi l’Unione europea”. “Non possiamo permetterci di condannare i Paesi africani per la loro indifferenza alla tratta e consentire che ragazzine di 17 anni muoiano su un’autostrada, o sui binari del treno o annegate nei fiumi. È intollerabile”. “I corridoi umanitari devono essere anche europei”, l’appello: “Provo orrore e indignazione per quei Paesi che firmano per le quote e poi non le rispettano. Il continente della civiltà non può consentire situazioni di questo genere, e noi le viviamo quotidianamente. 176mila persone che sbarcano in Italia non possono essere un problema per 500 milioni di abitanti. Si tratta di una volontà politica da condannare”. A Ventimiglia, ha ricordato il sindaco, transitano 600-700 profughi ogni quindici giorni, e il Comune si è battuto affinché potessero accedere al Centro di accoglienza temporanea “persone identificate e non identificate”. Ci sono poi le 80 persone, tutti nuclei familiari, che sono ospitati, grazie alla mobilitazione dei volontari, del vescovo e del parroco – ringraziati pubblicamente da Ioculano – nella chiesa delle Giacchette. “Non sappiamo cosa accadrebbe se questa chiesa chiudesse”, ha detto il sindaco denunciando il fatto che “lo Stato ha abdicato”: “Non so come faremo ad affrontare la prossima estate, siamo allo stremo”. “È inaccettabile che ci sia una parte del Paese che si gira dall’altra parte”, ha denunciato il primo cittadino, ricordando che “l’equilibrio tra abitanti e residenti è una responsabilità enorme, per i sindaci”.