Anniversari
Nel 1966 si chiamava “Contrada Macchie”, per via di mirti, ulivi e macchia mediterranea. C’erano solo 92 alloggi, riservati al dipendenti dell’allora neonata Italsider e costruiti dall’Istituto case lavoratori industria siderurgica. Poi, quando nel 1968 Papa Paolo VI giunse a Taranto per celebrare il Natale tra gli operai e gli altiforni, assunse il nome del primo Pontefice che lo percorse e lo benedisse. “Oggi il quartiere ‘Paolo VI’ , cresciuto in modo schizofrenico e dispersivo – spiega il giornalista Vincenzo Ferrari, direttore di TarantoSera, media partner dei festeggiamenti per il cinquantesimo compleanno del rione – un luogo da sempre sinonimo di italsiderini ma anche di disagio sociale, si scopre ricco di potenzialità inespresse ed istituzioni, parrocchie, associazioni, residenti, si sono uniti per celebrarne la storia e guardare con più fiducia al futuro”. È stata già inaugurata una mostra di 50 scatti, promossa dal circolo fotografico locale “Il Castello”, che raccontano un rione inedito, con tanto verde e spazi da riempire di bellezza tra un palazzo ed un altro.
Mercoledì si entrerà nel vivo con la celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo della diocesi di Taranto, monsignor Filippo Santoro, la processione e la benedizione della targa, con effige e frase pensate dagli studenti delle scuole del quartiere, la “Pertini” e la “Pirandello”. Durante il tragitto sarà inaugurata un’ulteriore mostra, stavolta di un fotografo del rione, Maurizio Greco. Poi un momento di festa con la frittura delle pettole, dolci natalizi tipici. “Qui, dove non c’era niente, se non poche case e desolazione, negli anni sono sorte quattro parrocchie – ha spiegato padre Salvatore Santomasi, vicario delle chiese del rione – che hanno cercato di lavorare a piene mani perché sorgesse una comunità coesa”. Ed “il 4 febbraio continueremo i festeggiamenti con ‘la fiera delle periferie’, e le associazioni che lavorano ai margini delle città italiane che verranno a Taranto per raccontarsi e conoscersi”, ha spiegato don Francesco Mitidieri, capofila del progetto ‘Terre Elette’, per la riqualificazione di questa area a rischio sociale.