Pastorale della salute

Germania: diocesi di Speyer introduce il “Rituale della benedizione della morte”, officiabile anche dai laici

Davanti alla difficoltà di affrontare un lutto, la diocesi di Speyer ha introdotto uno speciale “Rituale per la benedizione della morte”, per aiutare ad accettare il dolore della separazione. Il nuovo rituale non sarà in “competizione” o in sostituzione del sacramento dell’unzione degli infermi, che continuerà ad essere officiato per i malati gravi e per chi ne farà richiesta nel proprio cammino personale nella malattia. La benedizione della morte, proprio per questa situazione, sarà dedicata agli ultimi momenti, se non già al momento conclusivo della vita terrena. E c’è un’altra differenza: mentre l’unzione degli infermi è riservata al sacerdote, la benedizione della morte può essere donata da laici. “Il potere del battesimo in tutti i credenti li rende capaci di estendere ai propri cari l’aiuto di Dio”, ha detto il vescovo di Speyer, mons. Karl-Heinz Wiesemann, ed è un “precetto ecumenico”. Parenti e amici possono stare insieme a casa, ma anche negli ospedali, case di cura o ospizi, e anche fare un cammino con i volontari. “È bene se la benedizione della morte diventa parte di un accompagnamento pastorale o di assistenza in Hospice”, ha detto Wiesemann, che è presidente della Commissione dottrinale della Conferenza episcopale tedesca. Diventa importante “la collaborazione tra i pastori che sono nelle case di cura e ospedali”, primo punto di contatto per le persone che vogliono le benedizioni di morte per sé o per i loro parenti, e i volontari ospedalieri e i delegati pastorali che potranno usufruire di una adeguata formazione teologica e liturgica.