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“Alla vigilia delle sessantuno candeline del suo settimanale, la Chiesa agrigentina è certa che senza ‘L’Amico del popolo’ sarebbe stata più povera”. Lo afferma Carmelo Petrone, direttore del giornale diocesano, in un editoriale intitolato “Buon compleanno a tutti noi”. “Una Chiesa povera di comunione e di comunicazione, deprivata – scrive – della consapevolezza di essere il popolo fedele di Dio in cammino nella storia”. “Che l’Amico fosse espressione di Chiesa nel mondo ne erano certe le parrocchie che, nel 1955, regalarono la prima linotype per la stampa del giornale della chiesa, il giornale della gente agrigentina. Un giornale che è un tutt’uno con il territorio con il quale dialoga”. E più avanti: “L’Amico è un mezzo anch’esso povero, ma dal sapore evangelico di chi sa mettere il poco a disposizione per una condivisione di vita e di speranza. Necessiterebbe certo la Chiesa agrigentina dell’incremento del suo sistema comunicativo. Ma l’Amico offre già uno stile che bandisce l’irrompere dell’emotività esasperata nel discorso pubblico, che verifica le fonti in epoca di origine ignota della notizia e della interpretazione falsa propalata dalla rete”.
Petrone aggiunge: “L’Amico, un giornale ecclesiale di informazione locale nella sua diffusione ma di informazione generale”. “Il nostro giornale è una delle espressioni, non la prima ma non ultima, dell’impegno della Chiesa a formare coscienze critiche e libere, scevre da condizionamenti vari se non quello del Vangelo e a indicare mete alte per la maturazione dell’umanità, secondo l’ispirazione conciliare. Continueremo a metterci in ascolto di tutte le voci provenienti dal territorio che ci circonda mettendoci al servizio della comunità locale e, soprattutto, ancora accogliendo quanti vorranno con l’Amico arricchire la Chiesa dell’umanità del territorio agrigentino”.