Politica
Numerosi minatori, guidati dal presidente del sindacato dei minatori Luis Chandía, sono stati ricevuti venerdì scorso dall’arcivescovo di Concepción (Cile), mons. Fernando Chomali, con l’obiettivo di chiedere un suo intervento nella grave vertenza che ha come oggetto la miniera di carbone di Santa Ana de Curanilahue, chiusa da un anno. Per protesta 75 minatori hanno preso possesso della miniera e dieci di loro sono in sciopero della fame. Il leader sindacale ha ringraziato l’arcivescovo per gli sforzi fatti finora e ha reiterato la richiesta per un ulteriore intervento di mediazione al fine di trovare una soluzione. Ha poi spiegato che la vertenza prosegue da un anno, dal momento che i proprietari hanno abbandonato il sito. Il governo ha varato un programma di aiuti per diversi mesi, in attesa di trovare una soluzione definitiva. Ma nulla è accaduto nel frattempo, non sono stati trovati acquirenti interessati alla miniera e da tre mesi i lavoratori non ricevono l’indennità governativa. Mons. Chomali, che ha promesso di contattare nuovamente il Governo, ha ricordato di aver inviato una lettera al Parlamento, per ventilare la possibilità che i minatori potessero assumere la proprietà del sito. “Purtroppo – ha detto l’arcivescovo – questo non è stato accettato, a causa di una somma sequestrata dall’autorità giudiziaria; ma continuerò ad aiutarvi e farò tutto quello che è in mio potere”. Ha proseguito mons. Chomali: “C’è un tema di fondo, che è molto delicato: quando si dice che il Cile è il più disuguale nel Paese Ocse, vorrei mettere in evidenza che i minatori non sono numeri, ma sono persone concrete, con un nome, un cognome, una famiglia. La legislazione nel nostro Paese è molto fragile, rispetto a chi acquista una miniera, la sfrutta, non paga gli stipendi e i contributi e si disinteressa di tutto il resto. Questo non può accadere in Cile. Io dico molto francamente, sono indignato che questo accada a gente onesta, a lavoratori, a padri di famiglia, a credenti, che continuano a servire la patria in una delle aree più depresse del Cile”