Rapporto Caritas
Due terzi delle famiglie che si rivolgono ai centri di ascolto della diocesi di Frosinone – Veroli – Ferentino sono italiane, fino a poco fa invece il 60% erano cittadini stranieri. Lo rivela il rapporto della Caritas diocesana, “I volti dei poveri: persone non scarti”, presentato in questi giorni dal direttore Marco Toti e dal vescovo monsignor Ambrogio Spreafico. L’indagine, ha spiegato il presule, “presenta il volto dei poveri”, tanti come tante sono “le famiglie bisognose”. “Le nostre risorse”, precisa, non sono tante “ma cerchiamo di aiutare accogliendo e ascoltando” e “tentando, per quello che possiamo, di rispondere ai problemi concreti, materiali”. Dal vescovo l’auspicio di “uno sguardo più attento anche da altri settori della società: nelle amministrazioni, nella politica”. “Mi stupisco”, aggiunge, “di come non ci sia una politica della casa. Mi stupisco di come non ci si preoccupi del fatto che la gente non si sposi proprio perché non ha casa. Abbiamo centri storici disabitati. Vuoti”. Dal rapporto emerge inoltre che una fascia sempre più ampia della società corre il rischio di cadere nella spirale della povertà, relativa o assoluta, a causa della perdita del lavoro, di malattia, separazione familiare, dipendenza da alcool o sostanze, gioco d’azzardo. Solo il 21% delle persone incontrate nei centri di ascolto è giovane (18– 34), informa ancora l’indagine, mentre la maggiore parte dichiara di avere tra 35 e 54 anni (53,6%). Il 24,5% ha più di 55 anni. “Credo che la Chiesa riesce a mostrare il volto di attenzione, misericordia e vicinanza ai bisogni della gente”, commenta Spreafico. Tra gli impegni della diocesi anche un progetto di agricoltura sociale che ha favorito l’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati.