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Nel 2016 è avvenuta sui quotidiani e sulle tv mainstream “una metabolizzazione mediatica del fenomeno immigratorio”, ma permane il clima di paura, diffidenza e ostilità nei confronti degli immigrati, soprattutto a causa della diffusione di discorsi d’odio (hate speech) o false notizie sui social media. È l’analisi fatta dai curatori del IV rapporto dell’associazione Carta di Roma su come i media hanno raccontato le migrazioni e le minoranze nel corso del 2016. “Nonostante i toni allarmistici siano in netto calo rispetto al 2015 – rileva il rapporto – essi permangono nella cronaca nera e sul rischio di attentati di matrice jihadista”. Inoltre quest’anno gli immigrati sono stati protagonisti del racconto di episodi di cronaca nel ruolo di vittime (l’omicidio di Fermo) e non di autori. È sui social media, in particolare su Twitter, che si assiste però ad una narrazione diversa da quella raccontata dai media mainstream, che fanno attenzione a non dare visibilità a istanze xenofobe e razziste: i tweet presentano invece una “sguaiata deumanizzazione del linguaggio” e “compaiono insulti razzisti e sessisti violentissimi”. Il dialogo sfocia perciò in “conflitto verbale aperto”, mentre le opinioni degenerano fra posizioni e parti diverse e opposte.