Chiesa in Europa
(Bruxelles) “Dopo le elezioni, la Chiesa cattolica, che raccoglie in misure uguali repubblicani, democratici, ispanici, neri, bianchi e uomini e donne di tutti i livelli d’istruzione e ambienti sociali, potrebbe almeno avere un ruolo importante nel processo di riconciliazione divenuto oggi necessario”. Lo scrive il gesuita Martin Maier nell’editoriale di Europeinfos, il mensile della Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece) e che si apre con una riflessione sul recente voto americano. Il numero di dicembre, da oggi online su www.europe-infos.ue, ritorna anche sulla questione dell’Iraq: “C’è bisogno di un nuovo piano Marshall, di breve e lungo periodo, per ricostruire il Paese anche nel campo economico. Le prospettive economiche sono necessarie perché le popolazioni restino nel Paese”, indica l’arcivescovo di Kirkuk, Yousif Thomas Mirkis, che chiede all’Europa l’invio di osservatori e consulenti per aiutare a creare il tessuto democratico. La rivista del segretariato dei vescovi Comece guarda poi da vicino alla crisi dell’occupazione spagnola, con tassi del 42% di disoccupati tra i giovani “disorientati, diffidenti, senza autostima e fiducia, con poche speranze per il futuro”, denuncia in un’intervista l’arcivescovo di Barcellona Juan José Omella i Omella. Esplicito invece l’invito dello studioso tedesco Patrick Zoll a riprendere il tema della tassazione sui ricchi in Europa: “Potrebbe mostrare che un’Europa unita può responsabilizzare le aziende globali a favore dell’interesse pubblico”.