Politica

Elezioni in Austria: Wuthe (Kathpress), “mai l’elettorato cattolico è stato così corteggiato per una elezione”

Per la prima volta nella storia della Seconda repubblica austriaca il Presidente federale che sarà eletto domenica 4 dicembre non proverrà dalle fila del Partito socialdemocratico o dal Partito popolare, che sono le storiche compagini di governo: secondo Paul Wuthe, caporedattore dell’agenzia di stampa cattolica austriaca Kathpress, questo fatto ha portato i due candidati Norbert Hofer del Partito della libertà, e Alexander Van der Bellen, indipendente per anni presidente del partito dei Verdi, a corteggiare vistosamente l’elettorato cattolico che è maggioritario nel Paese, ma orfano di un proprio candidato. Nel suo editoriale odierno, Wuthe sottolinea che “mai l’elettorato cattolico è stato corteggiato a questi livelli per un voto estremamente polarizzato come questo”. Per Wuthe le ragioni sono molteplici. Sia Hofer che Van der Bellen non sono cattolici, il Presidente federale è eletto direttamente dal popolo a differenza di tutte le altre cariche della Stato federale, e, scrive Wuthe, “in questo contesto, qualità personali e atteggiamenti filosofici e religiosi dei candidati svolgono un ruolo importante nella decisione degli elettori”.
Anche l’uso intenzionale del sentimento religioso, di Dio, durante la campagna elettorale e negli slogan, come fatto soprattutto da Hofer, ha scatenato la reazione di molti rappresentanti delle Chiese, anche se molti vescovi cattolici ed evangelici, in primis il cardinale Christoph Schönborn (arcivescovo di Vienna), hanno ribadito il concetto che “anche questa volta nessuna raccomandazione di voto arriva dalla Chiesa cattolica in quanto tale, e non avverrà mai”.